Lunedì, 01 Agosto 2016 22:06

STORIA DEL TERMALISMO

Le proprietà benefiche dell'acqua sono conosciute fin dall'antichità, ma fu con i romani che si sviluppò davvero la cultura della pratica termale. Agli inizi dell'era repubblicana si effettuavano bagni all'aperto ed in acqua fredda, ma, quando, sempre nel II sec. a.C., fecero la loro comparsa a Roma i primi bagni pubblici, quella che doveva essere un’esigenza igienica divenne un piacevole appuntamento quotidiano, uno degli ozi prediletti dai Romani, che, con il tempo, si scoprirà essere anche pratica di straordinaria efficacia benefica e salutare.

Dal I sec. a.C. le terme divennero una vera e propria istituzione sociale e, durante l'impero, sorsero grandiosi edifici termali, i quali, oltre che luoghi di cura e di benessere, diventarono un'occasione per incontri e scambi sociali, culturali e commerciali.

Gli edifici termali comprendevano saune, palestre, locali per il massaggio, solari, stadi, biblioteche, sale per riunioni e conferenze; c'erano inoltre giardini e passeggiate; le terme romane rappresentavano quanto di più vicino possibile si può immaginare ad un "luogo di benessere" in senso moderno. Le terme erano un centro ricreativo polifunzionale.

Il declino dell'impero romano, i danni arrecati alle opere idrauliche dalle invasioni barbariche e l'affermarsi della cultura cristiana con i suoi elementi di demonizzazione della nudità segnarono la fine dello splendore di una cultura termale, nella sua accezione più vasta, forse ineguagliata nella storia.

Nel Medio Evo l'uso del bagno come pratica igienica scompare ed il suo antico valore sociale ed edonistico viene messo al bando, si assiste però alla nascita dell'idrologia con fisionomia di pratica terapeutica e ci si affida all'azione curativa e purificatrice dell'acqua che riacquista importanza terapeutica.

Il periodo rinascimentale segna un'ulteriore ascesa della fama delle cure idrologiche, soprattutto grazie alla scoperta della stampa che favorì la divulgazione delle opere sull'argomento; nel Rinascimento, tuttavia, le conoscenze ed i metodi di utilizzo delle acque non progrediscono sostanzialmente rispetto al Medio Evo e le cognizioni e le indicazioni derivate dall'empirismo sulle azioni specifiche svolte dalle varie acque non vengono sostanzialmente approfondite.

Intorno al 1700 furono gli inglesi i primi a creare nella cittadina di Bath una vera e propria stazione termale, un luogo salutare e di piacere per la ricca aristocrazia cittadina. Solo qualche decennio più tardi, la città termale di Spa in Belgio lancia in Europa una vera e propria moda e decreta il successo delle stazioni termali. Duchi, principi e signori fanno a gara a costruire le terme più belle: il re del Piemonte celebra Aix in Savoia, il Granduca di Baden Baden-Baden, il duca di Parma Salsomaggiore, il granduca di Toscana le terme di Montecatini, gli Asburgo Karlsbad e Marienbad e anche Luigi XV re di Francia fa fondare Luchon, ai piedi dei Pirenei.

In questo periodo poi, lo sviluppo scientifico della medicina e il sopravvenire della chimica moderna contribuiscono alla svolta scientifica dell'idrologia. Una grande quantità di studi e l'attività di illustri cultori del termalismo garantiscono un supporto scientifico alle terapie, ne ampliano i campi di intervento e le metodiche di applicazione.

I reparti di cura degli stabilimenti termali vengono ampliati e potenziati e la stazione termale si trasforma da luogo puramente di svago, quale era nel '700, a qualcosa di più simile all'antico luogo romano di salute, arricchimento culturale e sociale, occasione di riflessione ed occasionale sede di incontri politici discreti. Anche l'architettura termale subisce un netto incremento e le stazioni si arricchiscono di strutture anche imponenti e fastose: parchi, giardini, luoghi di incontro e lussuosi alberghi.

Tra l'800 ed il '900, assistiamo al fenomeno del termalismo d'élite. L'élite economica e culturale va a ritemprarsi alle terme, ma progressivamente il fenomeno si estenderà alle classi medie.

Nel periodo che va dal 1890 al 1940 si sviluppa il termalismo ludico, caratterizzato dal superamento del concetto di “bagni” e dall’affermazione di quello di terme o addirittura di città termale. In questo modo diventava possibile soddisfare contemporaneamente due necessità fisiologiche insite nell’essere umano, quella del prendersi cura della propria salute e quella di svagarsi, divertirsi e andare in vacanza.

Dal 1945 alla metà degli anni settanta si parla di termalismo sociale caratterizzato dall’intervento pubblico, dalla “sanitarizzazione” del settore, dalla nascita di nuovi stabilimenti adatti a cure di massa, sancendo il sorpasso delle cure assistite su quelle private. Mentre dal 1975 al 1990 si passa al termalismo assistito. Le stazioni termali collaborano con le Università nel lavoro di ricerca e si configurano come presidi diagnostico-terapeutici ad alta efficacia nell'ambito del Servizio Sanitario Nazionale. Questo periodo rappresenta il trionfo delle terme intese come cure assistite dal Servizio Sanitario Nazionale, in un periodo storico che invece comincia a parlare di benessere come stile di vita.

Gli anni novanta sono caratterizzati dalla crisi del termalismo sanitario e si contraddistinguono per la convivenza separata tra il concetto tradizionale di terme e quello innovativo di benessere. Il termalismo sociale entra in crisi, i soggiorni si accorciano, in alcune località termali gli arrivi legati a diversi tipi di turismo superano quelli legati alle cure termali; in altre parole, i clienti che usano le terme per curarsi sono in costante diminuzione e sono sostituiti dai turisti. S’impone quindi il concetto di turismo della salute (health tourism).

Negli ultimi anni si impone il benessere termale, espressione di una concezione olistica della vita e della salute e si impone un processo di desanitarizzazione dell’immagine delle terme attraverso l’innovazione del prodotto con la connessione vincente tra ambiente, natura, terme e benessere. Oggi i clienti che usano le terme per curarsi sono in costante diminuzione, mentre i clienti del benessere termale registrano un costante aumento. È evidente quindi l’incontrovertibile processo di costruzione di un mondo di benessere non distingue più tra chi si cura e chi invece è sano e vuole solo stare meglio o rilassarsi. Sempre meno persone scelgono una località termale per prescrizione medica o per la cura dei problemi di salute, mentre sono in forte aumento le seguenti motivazioni: la ricerca di un ambiente sano e incontaminato, i bei panorami, il benessere fisico, la presenza di piscine e centri wellness.

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