Lunedì, 01 Agosto 2016 22:04

TERMALISMO DAL MEDIOEVO AL 900

Medio Evo

Nel Medio Evo l'uso del bagno come pratica igienica scompare ed il suo antico valore sociale ed edonistico viene messo al bando, si assiste però alla nascita dell'idrologia con fisionomia di pratica terapeutica e ci si affida all'azione curativa e purificatrice dell'acqua che riacquista importanza terapeutica.

In gran parte sulla base di credenze ed osservazioni popolari, ma con spirito empirico encomiabile, vengono indagati i meccanismi d'azione delle varie acque e si attribuiscono loro diversi effetti specifici. Le acque solfuree vengono raccomandate per le malattie della pelle e quelle salsobromoiodiche per la sterilità femminile, indicazioni confermate anche ai giorni nostri.

Si amplia, inoltre, il campo delle metodiche di utilizzo delle acque: accanto al bagno ed alla bibita compaiono le inalazioni di vapori, le terapie inalatorie e sudatorie in grotte naturali nelle quali scaturiscono sorgenti termali e l'applicazione di fanghi.

Rinascimento

Nei secoli XIV e XV molti Autori, come Ugolino da Montecatini e Michele Savonarola,  si dedicarono a studi idrologici e molte stazioni termali godettero di grande considerazione presso i medici dell'Università di Bologna. Il periodo rinascimentale segna un'ulteriore ascesa della fama delle cure idrologiche, soprattutto grazie alla scoperta della stampa che favorì la divulgazione delle opere sull'argomento.

Varie stazioni termali videro il proprio nome e la propria fama legati a quelli di illustri personaggi: Federico II, Petrarca, Bonifacio VIII, guariti o più o meno "beneficati" dalle loro acque.

Nel Rinascimento, tuttavia, le conoscenze ed i metodi di utilizzo delle acque non progrediscono sostanzialmente rispetto al Medio Evo e le cognizioni e le indicazioni derivate dall'empirismo sulle azioni specifiche svolte dalle varie acque permangono, ma non vengono sostanzialmente approfondite.

Dal ‘700 al ‘900

Intorno al 1700 furono gli inglesi i primi a creare nella cittadina di Bath una vera e propria stazione termale, un luogo salutare e di piacere per la ricca aristocrazia cittadina. Solo qualche decennio più tardi, la città termale di Spa in Belgio lancia in Europa una vera e propria moda e decreta il successo delle stazioni termali.

Duchi, principi e signori fanno a gara a costruire le terme più belle: il re del Piemonte celebra Aix in Savoia, il Granduca di Baden Baden-Baden, il duca di Parma Salsomaggiore, il granduca di Toscana le terme di Montecatini, gli Asburgo Karlsbad e Marienbad e anche Luigi XV re di Francia fa fondare Luchon, ai piedi dei Pirenei.

In questo periodo poi, lo sviluppo scientifico della medicina e il sopravvenire della chimica moderna contribuiscono alla svolta scientifica dell'idrologia; l'acqua minerale si delinea nella sua fisionomia moderna di farmaco complesso e irriproducibile artificialmente.

Una grande quantità di studi e l'attività di illustri cultori del termalismo garantiscono un supporto scientifico alle terapie, ne ampliano i campi di intervento e le metodiche di applicazione.

I reparti di cura degli stabilimenti termali vengono ampliati e potenziati e la stazione termale si trasforma da luogo puramente di svago, quale era nel '700, a qualcosa di più simile all'antico luogo romano di salute, arricchimento culturale e sociale, occasione di riflessione ed occasionale sede di incontri politici discreti.

Anche l'architettura termale subisce un netto incremento e le stazioni si arricchiscono di strutture anche imponenti e fastose: parchi, giardini, luoghi di incontro e lussuosi alberghi.

Assistiamo, tra l'800 ed il '900, al fenomeno del termalismo d'élite. L'élite economica e culturale va a ritemprarsi alle terme, ma progressivamente il fenomeno si estenderà alle classi medie.

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